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Il safari perfetto


Nessun altro posto in Sud Africa può rivaleggiare con il Kruger quanto a safari. Per Kruger si intende non solo il parco nazionale vero e proprio, ma anche le riserve private che ne sono inglobate, ed eventualmente altre adiacenti o limitrofe. Il triangolo per ottimizzare la propria esperienza di safari consta dei seguenti 3 elementi:

1) safari itinerante all'interno del Kruger NP (in self-drive o con guida)
2) bush experience in una riserva o concessione privata all'interno del Kruger
3) safari all'interno di una riserva privata

1) I safari all'interno di una riserva privata, per quanto eccellenti possano essere, si svolgono necessariamente su una porzione limitata (anche nel caso di diverse migliaia di ettari, nulla rispetto agli oltre 2 milioni del Kruger). Difficile quindi apprezzare una grande varietà di paesaggi, habitat, ecosistemi. Questo è possibile solo trascorrendo uno o più giorni all'interno del parco (che conta 6 ecosistemi diversi e paesaggi diversissimi tra loro da nord a sud). I safari all'interno del parco tuttavia pongono numerose limitazioni. Non si può uscire dalle strade, scendere dai veicoli, i safari organizzati dalle autorità del parco sono solitamente  mediocri, avvistare grandi predatori (soprattutto leopardi) molto più difficile per via dell'impossibilità di uscire dalle strade. Ma nemmeno il più esclusivo dei lodge e il più grandioso dei safari può permettere di cogliere la bellezza e la varietà di un parco tra i più belli al mondo. Senza contare che comunque la quantità di fauna all'interno del parco è impressionante.

2) Pernottare in un bushcamp in aree remote del parco, senza recinzioni, al di fuori di grandi strutture, in pochi, è la sola maniera per cogliere la quintessenza del bush e del wilderness feeling che esso sprigiona. Questo può richiedere uno spirito che non tutti hanno, ma in compenso offre la sensazione di avere vissuto un'esperienza unica, non solo di avere viste cose diverse, ma soprattutto di vederle con occhi diversi. Questa esperienza integra la relativa mancanza di wilderness feeling che si può riscontrare all'interno del parco (divieti, strade asfaltate, molti turisti), o dei safari in patinate riserve private (per via del carattere spiccatamente commerciale, talvolta orientato più al comfort e a quanto si vede, più che a come lo si fa).

3) Un safari nelle migliori riserve private massimizza (se non proprio garantisce) di vedere i big five da vicino, grazie alla possibilità di uscire dalle strade praticamente senza limiti, ma anche al numero di veicoli in giro tutti i giorni su un'area tutto sommato piuttosto circoscritta, per quanto molto estesa. Non c'è dubbio che quantità e qualità degii avvistamenti siano il massimo con questa opzione.

Riassumendo:

a) uno o più giorni nel Kruger consentono di apprezzare la biodiversità del lowveld e la varietà e grandiosità dei paesaggi, ma anche di incontrare grandi mandrie di gnu, zebre, impala, talvolta bufali ed elefanti.

b) un paio di notti (almeno) in bushcamp da dove fare anche safari a piedi integra la varietà e la biodiversità del parco con un'esperienza all'insegna della wilderness nelle aree più remote e selvagge dello stesso, altrimenti inaccessibili, cogliendo la quintessenza del bush africano. Si vede meno, ma si vive molto di più e si colgono quei dettagli che fanno la differenza (tracce, piante, odori, sensazioni) ma che passerebbero altrimenti impalpabili.

c) con un paio di giorni (almeno) all'interno di una riserva privata, si può realisticamente sperare di vedere gli animali più ambiti e più da vicino, integrando la biodiversità e la wilderness experience delle soluzioni precedenti.

Concludendo: anche una sola delle 3 soluzioni sopra elencate consente di fare esperienze memorabili, ma ciascuna eccelle in alcuni aspetti ma è manchevole sotto altri profili. Solo la combinazione delle 3 consente, soprattutto a coloro al primo viaggio in Sud Africa, di ottimizzare l'esperienza, rendendola indelebile nella propria memoria.



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