Africa

Sud Africa


Scheda destinazione
Regioni e luoghi

Orania, l'ultima frontiera del vecchio Sud Africa


Fondata dal genero di Hendrik Verwoerd, autentico architetto dell’Apartheid, sulle sponde dell’Orange River, nel cuore del Karoo, Orania è probabilmente la città più controversa del nuovo Sud Africa. Nulla potrebbe essere concettualmente più distante dalla "Nazione arcobaleno" sognata da Mandela, peraltro rimasta perlopiù, appunto, un sogno. Orania vuole essere l’ultima roccaforte della cultura Afrikaner e al contempo il simbolo della rinascita del popolo boero nella sua aspirazione all’agognato Volkstaat, indipendente dal crogiuolo razziale del nuovo Sud Africa. Il simbolo è un ragazzino biondo che "Si tira su le maniche", a testimonianza della laboriosità del proprio popolo e l’anelito all’autosufficienza che rimane, ad oggi, un miraggio. Il senso della comunità è fortissimo, potrebbe addirittura ricordare una versione ultraconservatrice di un kibbutz israeliano. Non sono ammessi manodopera esterna e collaboratori domestici, il che spiega l’assenza di neri, ma anche un tasso di criminalità praticamente nullo. Entrambe le cose costituiscono un’evidente anomalia in tutto il resto del paese. A differenza di quel che si potrebbe pensare, le relazioni con le comunità nere e colorate dei villaggi confinanti sono buone e i massimi leader dell’ANC hanno più volte visitato la comunità. Cominciò Nelson Mandela nel 1995, prendendo un thé con Betsie Verwoerd, vedova del più acerrimo nemico di quella società multirazziale per cui Mandela e altri combatterono per tutta la vita.



Condividi questo articolo
Condividi su TwitterCondividi via Mail