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Il Sud Africa gode di una pessima fama, in termini di criminalità, con una media di un centinaio di tentati omicidi al giorno, dei quali la metà va a buon fine. Sulla frequenza degli stupri, le statistiche divergono sui secondi (sotto il minuto per alcuni, poco sopra per altri). Recenti studi di organizzazioni indipendenti hanno evidenziato che in alcune zone rurali del Sud Africa, la possibilità che una donna impari a leggere e scrivere è inferiore rispetto a quella di non essere stuprata almeno una volta. Recenti sondaggi condotti a Soweto hanno accertato che circa 1/4 degli intervistati ha ammesso di avere stuprato almeno una volta, e la metà dei maschi intervistati ha ammesso che, a fronte di esplicite avance sessuali, quando una donna dice no, in realtà vuol dire sì. Quindi si può fare. Dalla metà degli anni Novanta è in corso un lento genocidio di farmers bianchi (circa 4 al giorno), che oscurerebbe le notizie pessime del vicino Zimbabwe, se non fosse a sua volta oscurato dai media nazionali e soprattutto internazionali. Tuttavia, le statistiche vanno interpretate con logica e raziocinio. Per un turista, il Sud Africa è un paese meno pericoloso di tanti altri, a cominciare probabilmente dal nostro (in alcune zone), per non parlare di diversi paesi dell'America Latina o di zone del Nord America. Questo dipende dal fatto che, in Sud Africa, un turista molto difficilmente entra in contatto con zone a rischio. A meno di avventurarvi da soli di notte in una township (a che pro?) o di abitare in una farm isolata (non è solitamente roba da turisti), le probabilità di spiacevoli incidenti sono decisamente remote. La maggioranza dei turisti gira il Sud Africa in self-drive, spesso con famiglie e figli al seguito, senza il minimo problema. Le normali precauzioni, che dovrebbero essere d'obbligo ovunque, sono nella stragrande maggioranza dei casi più che sufficienti per evitare il benché minimo inconveniente. 



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