Africa

Sud Africa


Scheda destinazione
Regioni e luoghi

Cape Town, the mother city


In assoluto la più bella città del continente africano, nonché tra le più belle del mondo. La contraddistinguono alcune aree in particolare.

CITY BOWL: detto anche il “Catino”, è una sorta di anfiteatro naturale racchiuso tra le montagne che circondano la città. Di fatto è il centro di Cape Town, anche se occorre tenere presente che nelle città sudafricane le zone centrali non sono le più esclusive, ma sono le zone meno belle e piu' problematiche, ad eccezione del Waterfront, è consigliabile muoversi prestando le dovute cautele, soprattutto se a piedi e dopo il tramonto. Le zone più belle del City Bowl sono Gardens, nella zona del Parlamento, Bo Kaap, pittoresco quartiere musulmano abitato dai discendenti degli antichi schiavi malesi, Tamberskloof e Oranjezicht, quartieri residenziali con parecchi locali e ristoranti soprattutto il primo. Il Waterfront è il cuore commerciale, paradiso dello shopping con ottimi ristoranti. Dalla Clock Tower parte diverse volte al giorno (condizioni meteo permettendo) l’aliscafo per Robben Island, definita "'Alcatraz sudafricana".

Tra i musei, particolarmente interessanti sono quelli di storia naturale, collegato al Planetarium, e il District Six Museum, a memoria del famoso quartiere della città raso al suolo alla fine degli anni ‘60, dopo essere stato dichiarato zona per soli bianchi e averne deportato con la forza neri e colorati.

Green Point e Sea Point sono già parte dell’Atlantic Seabord (soprattutto Sea Point), ma a ridosso del centro. Per questo ne sono la parte meno esclusiva e più pericolosa. Tuttavia, soprattutto Sea Point, tradizionale area della comunità ebraica del Capo, offre numerosi ristoranti e una vivace vita notturna.

ATLANTIC SEABORD: le zone più esclusive e ricercate di Cape Town sono i suoi sobborghi meridionali: Bantry Bay, la vivace Camps Bay, frequentate dal "Jet set" e con una vivace vita notturna. La splendida baia di Llandudno  è una delle più spettacolari e romantiche di tutto l’Atlantico. Non è raro, soprattutto da giugno a novembre, osservare da vicino le balene che vengono a riprodursi da queste parti. A Llandudno non esistono negozi, né locali di alcun tipo, ma solo ville esclusive rigorosamente con vista mare. Essendo l'ultimo posto di Cape Town a ricevere il tramonto, si consiglia appunto di non perdersi lo spettacolo. Prestare attenzione ai cartelli che mettono in guardia i bagnanti (e i surfisti) dai possibili attacchi di squali bianchi. Hout Bay è l’ultimo sobborgo prima di immettersi sulla Chapman’s Peak drive alla volta di Cape Peninsula. Un tempo selvaggia propaggine del Capo (l’ultimo leopardo fu ucciso negli anni Trenta ed è possibile vedere la statua che lo ricorda), oggi questo tranquillo villaggio di pescatori offre ritmi più informali e rilassati rispetto a Camps Bay o Sea Point. La baia che si apre tra le montagne è decisamente spettacolare, con alle spalle verdeggianti colline che nascondono lussuose ville e manieri. 

 


 

TABLE MOUNTAIN: icona di Città del Capo, che sovrasta dall’alto dei suoi 1.086 metri. La conformazione piatta dà origine al fenomeno della “Tovaglia” di nubi", che salgono da False Bay, sospinte dai venti caldi umidi di origine sub-tropicale (Oceano Indiano), per poi scivolare lungo il fronte opposto, per via dello scontro con le correnti fresche provenienti dall’Atlantico. La cima della montagna si raggiunge comodamente in funivia (che ruota a 360° lungo tragitto) oppure percorrendo diversi sentieri a piedi, alcuni decisamente impegnativi, soprattutto in presenza di condizioni meteo avverse. Tenere sempre presente l’assoluta imprevedibilità del clima, soprattutto in inverno, e la forza del vento in qualunque stagione, che può provocare la chiusura forzata della funivia.

KIRSTENBOSCH: spesso trascurati (a torto) dai turisti, questi giardini botanici sono tra i più belli al mondo e ospitano spesso eventi e concerti di grande richiamo. Sono siti sul lato orientale della Table Mountain, a cui si può accedere percorrendo un facile e bellissimo sentiero (lo Skeleton Gorge), per circa 4 ore.

COSTANTIA è forse la zona residenziale più esclusiva di Città del Capo. Ville e manieri con ampi e verdissimi giardini, protetti da mura, cancelli e sofisticati sistemi di allarme che prevedono la risposta armata da parte della polizia privata. E’ stata la prima zona vinicola del Capo, in ordine cronologico, e ancora oggi vi sono vigneti e wine farms. La confinante Tokai è meno chic, ma ospita una grande foresta, dove la gente si reca per fare jogging o portare cani al passeggio, facendo la dovuta attenzione ai babbuini presenti. Bishopscourt è un’altra zona super esclusiva con ville di lusso, ma di poco interesse per i turisti.

I SOBBORGHI SETTENTRIONALI (Blaubergstrand) si affacciano sulla Table Bay, con la Table Mountain sullo sfondo. L’area è abitata prevalentemente da Afrikaner (Boeri), le villette ricordano le cittadine della Florida o della California, laghetti artificiali con fenicotteri per praticare vela e surf e diversi campi di golf, oltre a lunghissime spiagge battute dal vento e particolarmente apprezzate dai surfisti.

ROBBEN ISLAND: l’Alcatraz sudafricana. Carcere di massima sicurezza per detenuti politici (Mandela ci passò 18 anni), dal 1999 è stato dichiarata "Patrimonio mondiale dell’Umanità" dall’UNESCO. Le visite sono condotte dagli ex detenuti. Toccante, per alcuni controverso, ma anche altamente informativo. Uno squarcio sul Sud Africa dell’Apartheid, a soli 12 km al largo di Cape Town. La visita di Robben Island è imperdibile per coloro che sono molto interessati a conoscere la realtà socio-politico sudafricana. Tutti gli altri possono senz’altro dedicare questa mezza giornata alle altre innumerevoli attrazioni.

TOWNSHIPS: l’altra faccia di Cape Town, quella più brutta e sporca, che solitamente nessuno vuole vedere, ma che tuttavia esiste. Durante il regime dell’Apartheid, Cape Town fu dichiarata zona per soli bianchi, ma l’esigenza di numerosa manodopera a basso costo richiese la creazione di bidonville a ridosso della città, per ospitarvi i neri e i colorati (ovviamente separati, per quanto possibile, anche tra di loro).  La township più famosa (oltre che la più grossa di tutto il Sud Africa) è quella di Khayelitsha, che si estende da Cape Flats fino al mare, al confine con Muizenberg. Altre township nere famose sono quella di Gugulethu e Delft, mentre quella di Mitchell Plains è popolata prevalentemente da "Coloureds". Secondo la propaganda del nuovo regime, quello dell’ANC, le condizioni di vita all’interno delle township sono notevolmente migliorate, dalla fine dell’Apartheid. La realtà è diversa. Circa il 70% degli abitanti vive ancora in baracche (peggio che nel passato) e mediamente deve percorrere una distanza superiore ai 200 metri per trovare il primo approvvigionamento d’acqua. Le condizioni igieniche sono in talune aree spaventose, indegne per esseri umani. Il livello della criminalità è altissimo, gli stupri e gli omicidi all’ordine del giorno. Tuttavia, una visita (rigorosamente guidata da una sicura guida nera locale) può essere estremamente informativa e persino illuminante. In un certo senso, nessun viaggio in Sud Africa può dirsi davvero completo senza aver visto come vive la maggior parte degli abitanti di questo paese. Anche se la cosa può risultare decisamente stridente con il resto del proprio itinerario.



Condividi questo articolo
Condividi su TwitterCondividi via Mail