Africa

Botswana


Delta dell'Okavango

Il Delta dell'Okavango, in Botswana, è il secondo più grande delta interno del mondo, dopo quello del Niger, e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. È formato dal fiume Okavango, che nasce in Angola (presso Nova Lisboa) e giunge alla foce dopo un percorso di oltre 1000 km e l'incontro con numerosi affluenti. Complessivamente, il fiume porta ogni anno circa 11 chilometri cubi di acqua, che vengono scaricati dal delta direttamente nella sabbia del Kalahari, formando una pianura alluvionale di 15.000 km² di estensione caratterizzata da una complessa e mutevole griglia di canali, lagune e isole. Questo ambiente straordinario dà vita, ai bordi del deserto, a una fauna e una flora esuberanti, e ha attirato numerosi insediamenti umani (vivono nei pressi del delta ben cinque diverse etnie).

Sulle isole del delta abbondano palme, acacie, mopane, alberi delle salsicce, ficus, marula e salici. Nei canali si trovano bambù e papiro e nelle acque aperte ninfee e loto. L'acqua e la vegetazione attirano grandi quantità di uccelli; fra gli altri, l'aquila pescatrice, l'Egretta ardesiaca, diverse specie di anatre, storni, martin pescatore, aironi, pappagalli, upupe, cicogne e buceri. Nell'acqua nuotano ovviamente i coccodrilli del Nilo, diverse specie di pesci (fra cui i barbi, molto apprezzati dai pescatori locali, e i pesci tigre, e numerosi anfibi (tra cui le rane toro e le coloratissime "ranocchie campanello"). Le isole ospitano numerosi mammiferi. Numerose sono le specie di antilopi e gazzelle (per esempio il sitatunga, il lechwe, l'antilope dei canneti, il topi, il cudù maggiore e l'impala). Sono presenti anche i grandi mammiferi come elefanti, bufali, rinoceronti (sia bianco che nero) e ippopotami. Altri erbivori includono zebre, gnu, giraffe e facoceri. I predatori sono altrettanto numerosi: leoni, ghepardi, iene, sciacalli, licaoni e leopardi. I primati sono rappresentati, tra gli altri, dai babbuini. 



Il delta si contrae e si espande secondo il ritmo stagionale delle piogge. A marzo e ad aprile, le piogge in Angola iniziano a ingrossare il fiume. Col passare dei mesi, le piogge tendono a spostarsi verso ovest, seguendo il corso del fiume, e a partire da giugno il delta inizia a guadagnare 3 km al giorno. A luglio la piena inizia a diminuire; una parte dell'acqua defluisce nel Thamalakane, mentre oltre il 90% di quella residua è destinata a evaporare nei mesi successivi. Il periodo in cui il livello del delta raggiunge il suo minimo va da novembre a marzo.

Una minaccia mortale alla sopravvivenza del Delta è costituita dal progetto di costruzione di una gigantesca diga idroelettrica in Namibia, presso le Popa Falls, all'inizio della striscia del Caprivi. Lo scopo del progetto è quello di rifornire la ccrescente popolazione della capitale Windhoek. L'evaporazione conseguente alla realizzazione del progetto ridurrebbe drasticamente il livello del Delta e ne modificherebbe irrimediabilmente le dinamiche dell'ecosistema, soprattutto quella più importante, delle esondazioni. Se aggiungiamo questo risultato indotto alla naturale evaporazione del 97% delle acque del Delta, non è difficlle prevedere un'ecatombe in quello che è uno degli ecosistemi più spettacolari e delicati del nostro pianeta.



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