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Leh
Situata ad oltre 3.500 metri di quota in una piccola valle a nord del fiume Indo all’interno dello stato di Jammu e Kashmir, Leh è un’antica cittadina di grande valore storico e artistico. Attualmente Leh rappresenta per l’India un importante punto strategico e l’ingombrante presenza militare in zona si deve al fatto che la regione del Ladakh è situata lungo il problematico confine con il Pakistan e la Cina. L’atmosfera di questa località ha subito un drastico cambiamento da quando la regione si è aperta al turismo estero, nel 1974. Da allora ben più di 100 alberghi hanno avviato la propria attività e molti negozi del bazar principale hanno cambiato il genere delle loro merci dedicandosi principalmente agli oggetti d’arte e di artigianato locale. Fino al 1947 Leh ha mantenuto degli stretti vincoli commerciali con l’Asia centrale, con le carovane di yak che si cimentavano sul percorso che partiva dal bazar di Leh e superava il passo del Karakoram giungendo infine a Yarkland e Kashgar. Le dimensioni del centro sono ridotte e quindi è abbastanza facile visitare l’intera cittadina; la strada proveniente dall’aeroporto supera le fermate degli autobus e svolta nella strada principale, la Main Bazar Rd, dove si trovano numerosi negozi e diversi ristoranti. A sud del Palazzo di Leh, nei pressi di Fort Rd, si trova invece la zona dei ristoranti, degli alberghi e dei locali e negozi più popolari. Un paio di chilometri a ovest del centro abitato è situato il villaggio di Changspa dove hanno sede diverse pensioni e le sistemazioni adatte ai visitatori a lungo termine.

Su Leh domina l’ormai decrepito palazzo a nove piani che fu residenza della famiglia reale fino al suo esilio a Stok, avvenuto intorno agli anni ’30 del XIX secolo. Unanimemente considerato una versione in miniatura del Potala di Lhasa, in Tibet, il Palazzo di Leh fu costruito nel XVII secolo, ma oggi è abbandonato e versa in un profondo stati di degrado. Tra le attrattive principali dell’edificio c’è la sala centrale, conservatasi in buono stato anche se ufficiosamente chiusa al pubblico. Oltre il palazzo, e in cima alla Namgyal Hill, si trova il Victory Fort, che fu costruito per commemorare la vittoria del Ladakh sugli eserciti congiunti del Baltistan e del Kashmir all’inizio del XVI secolo. Il centro storico della cittadina, che si estende ai piedi della Namgyal Hill, è un labirinto di vicoli e case in cui sono accatastati il legno e lo sterco, raccolti e fatti essiccare per essere poi utilizzati come combustibile nei lunghi mesi invernali. A sud della cittadella antica si trova il campo da polo in cui si disputano le partite settimanali tra la squadra di Leh e quelle degli altri villaggi lungo la valle dell’Indo. Molto bella è la moschea che domina il bazar, fatta costruire dall’imperatore moghul Aurangzeb, mentre poco al di fuori del centro si incontrano i Gompa di Namgyal Tsemo e di Sankar. Il primo, eretto nel 1430, ospita una bella statua del Buddha alta quanto un edificio di tre piani e alcuni antichi affreschi, mentre il secondo è un piccolo ma interessante edificio che appartiene all’ordine gelukpa. Ben visibile in lontananza specialmente la sera, quando si staglia all’orizzonte illuminato dalla luce elettrica, lo Stupa di Shanti fu costruito da un giapponese che si era prefisso il compito di diffondere il buddhismo nel mondo costruendo templi ovunque. Grazie al supporto finanziario del governo giapponese, il tempio poté essere inaugurato dal Dalai Lama nel 1985.
A Changspa, un villaggio nei dintorni di Leh, ci sono alcune importanti sculture buddhiste risalenti all’VIII ed al IX secolo, periodo in cui la popolazione locale si convertì definitivamente alla parola di Buddha. Nei pressi del villaggio di Sankar ha sede un monastero di recente costruzione cui fa riferimento gran parte della valle di Leh e che è gestito da 15 o 20 monaci del Gompa di Spituk. Sorprende il fatto che Leh non abbia un gompa di maggiore importanza e che lo stesso King’s Gompa, ovvero il Gompa del Monastero Reale, sia curato e amministrato da un monaco distaccato qui da Hemis.
Data l’altitudine molto elevata, il clima di Leh è variabile e profondamente soggetto allo spirare o meno dei venti. Gli inverni sono molto freddi e piuttosto secchi, con sporadiche precipitazioni nevose che tendono ad imbiancare tutta la zona da dicembre a febbraio, mentre d’estate le temperature miti possono subire drastiche diminuzioni connesse all’arrivo di improvvise perturbazioni. Se si decide di partire alla volta di Leh in inverno, bisognerà tenere ben presente che molte strade e alcuni collegamenti aerei potrebbero non essere percorribili a causa del gelo.



