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Calcutta
Calcutta si estende sulla riva orientale del fiume Hoogly, il ramo principale del delta del Gange. Il delta del Gange si confonde con quello del fiume Brahmaputra che nel suo ultimo tratto scorre nel territorio del Bangladesh. La regione del delta è caratterizzata da fitte foreste di mangrovie che si estendono fino al golfo del Bengala. Vi trovano rifugio gli ultimi esemplari di tigre reale. La zona del delta ai confini con il Bangladesh è stata istituita a parco nazionale con il nome di Sundarbans. Il Parco figura nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità. Una visita alle Sundarbans è irrinunciabile per chi si reca in visita a Calcutta.
Calcutta è spesso paragonata a un calderone sempre pronto ad esplodere. Ciò è dovuto all'incessante afflusso di immigrati dagli stati vicini, soprattutto Bihar ed Orissa. Calcutta è infatti il più grande polo industriale dell'India, fatto che attira i piccoli agricoltori in particolare quando il loro raccolto è stato compromesso da periodi di perdurante siccità. È a tutti noto che le strade di Calcutta sono affollate da milioni di indigenti abbandonati a se stessi. Non a caso la divinità protettrice di Calcutta è Kali, terribile dea della distruzione e della morte. Le strade di Calcutta rigurgitano di tassì dal caratteristico color giallo e relativamente a buon mercato. Il tassametro non è aggiornato e la tariffa richiesta è normalmente il doppio di quella segnata. La legge in verità richiede che il tassametro segni l'importo dovuto ma i conducenti se ne infischiano altamente per cui dovrete pattuire il prezzo della corsa prima di salire a bordo onde evitare sgradevoli sorprese dopo. Sono inoltre molto poche le vetture dotate di impianto d'aria condizionata.
Calcutta è anche la città dell'India in cui la tradizione britannica di epoca vittoriana è più viva che altrove. Gli esponenti della borghesia intellettuale e delle ricche famiglie di industriali affettano modi e stili esteriori di vita che sono spariti da un pezzo nell'odierna Inghilterra e che forse sopravvivono solo dietro i cancelli di Buckingham Palace. Durante la II guerra mondiale Calcutta divenne un importante avamposto militare delle truppe alleate, volto a contrastare l'avanzata dell'esercito giapponese che aveva occupato la Birmania, allora parte dell'impero britannico delle Indie. Le necessità di vettovagliamento delle truppe alleate determinarono penuria di riso tra la popolazione civile che inscenò numerose manifestazioni. Il peggio sopraggiunse negli anni del dopoguerra quando fu decisa la spartizione del Bengala in seguito agli accordi sull'indipendenza dell'India. Il Bengala occidentale entrò nell'Unione indiana mentre la parte orientale (attuale Bangladesh) fu assegnata al Pakistan. Tra le comunità indù e musulmana scoppiarono scontri sanguinosi e milioni di profughi attraversarono la linea di confine in ambo i sensi.
Il clima di Calcutta è caratterizzato da una persistente umidità che arreca vari disagi e da un altrettanto deleterio inquinamento atmosferico che supera di gran lunga i tassi già inquietanti di Delhi e Bombay. Il fiume Hooghly che attraversa la città riceve gli scarichi delle innumerevoli industrie chimiche di Calcutta e forse non è lontano il tempo in cui sarà dichiarato, anche in forma ufficiale, "biologicamente morto". In senso lato inizio ottobre-fine marzo costituisce un buon periodo per una visita a Calcutta. In senso stretto dicembre e gennaio sono i mesi migliori in quanto il termometro appare attestato su valori primaverili e qualche volta scende ancora di più rendendo superfluo l'uso dell'aria condizionata. Assolutamente sconsigliato il mese di maggio, il più caldo in assoluto e i quattro successivi, dominati da un'afa insopportabile. Il monsone soffia infatti da giugno a settembre portando con sé abbondanti acquazzoni. È sempre preannunciato da venti impetuosi noti localmente come "Kal baisakhi" che spesso sollevano nugoli di sabbia.

Di seguito una rassegna dei più interessanti quartieri del vecchio centro coloniale.
Esplanade — A nord del parco Maidan, Esplanade fu il fulcro della città coloniale ed è oggi il quartiere amministrativo e anche quello degli affari, sebbene molte aziende abbiano preferito trasferire le loro sedi nella vicina città modello di Salt Lake City. Più propriamente Esplanade è il nome del viale che delimita a nord il parco Maidan. Qualche isolato più a nord si incontra la via Dalhousie con l'omonima, immensa piazza, dominata dal palazzo coloniale "Writers Building", oggi sede di uffici amministrativi dello stato del Bengala occidentale. GPO è l'acronimo per General Post Office, un altro imponente palazzo del periodo coloniale in piazza Dalhousie.
Chowringhee — Sul lato orientale del parco Maidan si estende Chowringhee, il quartiere più turistico di Calcutta. Il museo nazionale dell'India, il più famoso di Calcutta, si trova all'incrocio di "Jawaharlal Nehru Road" e "Suddler street", la strada degli alberghi. La vicina "Park street" del periodo coloniale è la strada dei nottambuli e delle prostitute ma rinomata anche per l'alta concentrazione di ristoranti e fast food tra i quali non poteva mancare McDonalds. Più a sud si trova la cattedrale di San Paolo e il monumento alla regina Vittoria (Victoria Memorial), due imponenti monumenti del periodo coloniale.
Alipore — A sud del parco Maidan, Alipore assunse negli anni seguenti all'indipendenza dell'India le caratteristiche di un quartiere residenziale altolocato, preferito da alcune delle più ricche famiglie dell'India, quali i Birla, i Goenka e i Dalmiya. Ad Alipore si trova anche il "Kalighat Home for the Dying", l'ospizio per i morenti fondato nel 1952 da Madre Teresa di Calcutta negli spazi di un tempio indù abbandonato.
Tangra — Situato tra Alipore e la zona bene di Salt lake City, il quartiere di Tangra è spesso riferito come la nuova Chinatown di Kolkata. Vi abbondano, infatti, negozi e ristoranti gestiti da cinesi, fatto piuttosto inusuale per una città indiana.
Come Delhi, anche Calcutta presenta un aspetto dicotomico e a nord del centro che reca l'impronta del passato coloniale si contrappongono quartieri dall'aspetto tipicamente indiano ove fioriscono i commerci sia all'ingrosso che al minuto. L'arteria principale del settore nord del centro è la "Mahatma Gandhi Road", la strada che, partendo dal ponte di Howrah, unisce le due principali stazioni ferroviarie di Calcutta. Su una traversa della Mahatma Gandhi Road si trova il "Marble Palace", un pezzo d'arte italiana incastonato in un angolo di Calcutta che non ha proprio niente di europeo.

Tra i quartieri del settore nord del centro di Calcutta vanno menzionati:
Bara Bazar — Riferito anche come Burrabazar, si estende appena a nord di Dalhousie Square. Il suo nome significa mercato grande.
Jorasanko — A nord di Bara Bazar, Jorasanko è il quartiere esteso in corrispondenza del ponte di Howrah. Il suo nome significa "legno di bambù". È il quartiere dell'Università di Calcutta e del Museo Asutosh di Arte Indiana. College Street è una strada di Jorasanko famosa per le sue librerie ma anche per L'Indian Coffee House, un caffè quasi all'incrocio con Mahatma Gandhi Road dove si riunivano intellettuali di sinistra ed esponenti del partito comunista del Bengala.
Shobhabazar — Ancora più a nord e sempre sulle rive del fiume, Shobhabazar accoglie le botteghe dei maestri artigiani di Kumartuli, specializzati in riproduzioni in terracotta di divinità del pantheon indù.
Maniktala — Ad est dei precedenti e lontano dal fiume, Maniktala è il quartiere ove sono situati i templi janisti di Pareshnath, tra i più interessanti di Calcutta per quanto non siano pubblicizzati come meriterebbero.
Bidhan Nagar (Salt Lake City) — Città modello, Salt Lake City ha un aspetto ordinato con alcuni alberghi di lusso quali lo Hyatt Regency, preferito da uomini d'affari facoltosi. La zona si trova a nord-est del centro a circa 12 km da Park street.
Howrah — Sulla riva occidentale del fiume Hoogly sta Howrah, una città con amministrazione separata ma di fatto un'estensione di Calcutta, non fosse altro per la presenza della omonima stazione ferroviaria, la più importante di Calcutta dove fanno capolinea i treni provenienti da Delhi. Poco più a nord della stazione si staglia il grandioso ponte di Howrah che scavalca il fiume Hoogly.
Diamond Harbour — Una cinquantina di km a sud del centro sta il porto di Calcutta, realizzato in epoca coloniale là dove il fiume Hoogly sfocia nel golfo del Bengala. La strada che porta al Santuario della Natura dell'isola di Lothian, passa per Diamond Harbour. Le moderne infrastrutture portuali stanno in realtà un po' più a sud, sulla sponda opposta, dominata da imponenti raffinerie di petrolio.
Di seguito una rassegna delle principali cose da vedere.
St. John's Church, Council House Street. La chiesa di St. John nei pressi di piazza Dalhousie ospita nei suoi giardini il mausoleo di Job Charnock, il fondatore di Calcutta e le tombe delle sue figlie. All'interno della chiesa dalle forme neoclassiche stanno le statue di altri personaggi eminenti del periodo coloniale, quella raffigurante l'ammiraglio Charles Watson e l'altra di Lady Charlotte Canning (1817–1861), moglie del governatore generale dell'India al tempo della rivolta dei Sepoy.
Shaheed Minar, una colonna in marmo bianco, alta 49,50 m. eretta nel 1828 a commemorazione della vittoria riportata dal maggiore britannico David Ochterlony nella guerra anglo-nepalese, nota anche come guerra dei Gurkhas (1814-1816). Nel 1969 il nome fu mutato in "Shaheed Minar" (letteralmente: la torre dei martiri) in onore di quei patrioti che non esitarono a sacrificare la propria vita per l'indipendenza dell'India. La colonna ricorda nelle forme il famoso Qutub Minar di Delhi ed è situata nella sezione del parco Maidan prospiciente il quartiere di Esplanade. Al suo interno una scala a chiocciola di 198 gradini permette di raggiungere la terrazza panoramica. Da qui un'ulteriore scala di 25 gradini sale alla balconata superiore. Per accedere al suo interno è però necessario un permesso rilasciato dal posto di polizia in Lal Bazaar. Al suo esterno si tiene un mercatino domenicale ove artigiani e contadini delle campagne circostanti espongono i loro prodotti
Raj Bhavan. Antica residenza dei governatori generali e quindi dei viceré dell'India fino al 1912, Raj Bhavan è oggi sede del governatorato del Bengala occidentale. Si tratta di un immenso palazzo a tre piani, eretto tra il 1798 e il 1805 in stile neoclassico. È a circa metà strada tra piazza Dalhousie e Shaheed Minar
Indian Museum, 27, Jawarharlal Nehru Road (Quartiere di Chowringhee). Orario: 10.00-17.00 (marzo – novembre). 10.00-16.30 (dicembre – febbraio). Chiuso lunedì e festivi. - Uno dei più antichi musei del mondo. La sua istituzione risale infatti al 1814 e fu opera del botanico danese Nathaniel Wallich. Nel 1875 fu trasferito nella sede attuale, un austero palazzo in stile neo-rinascimentale. Comprende varie sezioni dedicate alla zoologia, all'antropologia e alla geologia ma la più interessante è quella archeologica, in particolare la collezione di frammenti architettonici della stupa di di Bharhut con bassorilievi raffiguranti le vite anteriori del Buddha Sakyamuni (jataka). Altrettanto interessanti le collezioni di bronzi provenienti soprattutto dal Nepal e dal Tamil Nadu. Risalgono ad un arco di tempo che va dagli inizi della nostra era al XII secolo. Il 2° piano è occupato dalla galleria delle pitture che comprende fra l'altro dipinti utilizzati nel culto tantrico e una serie di miniature provenienti anche dalla Persia
Victoria Memorial, il più famoso e fotografato dei monumenti di Calcutta, un mastodontico edificio per la cui costruzione furono profuse tonnellate di marmo bianco. Fu inaugurato il 28 dicembre del 1921 dall'allora principe del Galles destinato poi a salire sul trono con il nome di Edoardo VIII. Oggi è un museo con collezioni di dipinti e di armi che ripercorrono l'epopea britannica in India.
Cattedrale di San Paolo, di fronte ai giardini che circondano il Victoria Memorial. Fu realizzata tra il 1839 e il 1847 secondo uno stile neo-gotico. La torre campanaria, danneggiata dal terremoto del 1934, fu ricostruita prendendo a modello il campanile della cattedrale di Canterbury.
Tempio della dea Kali (Kalighat Kali Temple), un complesso di templi visitato ogni giorno da frotte di pellegrini che formano code chilometriche all'ingresso. Ammesso che riusciate a penetrare all'interno del recinto non potrete comunque guadagnare l'accesso al sancta sanctorum che custodisce l'immagine della dea in quanto riservato ai soli induisti. Ancora oggi purtroppo vengono praticati sacrifici di animali che quotidianamente vengono sgozzati in onore della dea nel cortile interno.
Biblioteca Nazionale, la più grande biblioteca dell'Unione Indiana. L'edificio che ospita la biblioteca fu residenza ufficiale del governatore del Bengala in epoca coloniale
Tomba di Madre Teresa, in una semplice stanza del refettorio della casa madre delle Missionarie della Carità, l'ordine fondato dalla religiosa nata a Skopje nel 1910 e deceduta a Calcutta nel 1997. Il refettorio è stato convertito in cappella, le pareti sono dipinte in giallo paglia e il pavimento è rivestito di linoleum. Da fuori giunge il rumore del traffico incessante delle strade di Calcutta. Nella cappella è conservata una collezione di lettere scritte dalla religiosa e semplici oggetti di uso quotidiano.
Howrah Bridge (Rabindra Setu), uno dei simboli di Calcutta. Con i suoi 705 m. di lunghezza è il 6° ponte del mondo ed anche uno dei più affollati.



