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Amazzonia
La più grande foresta equatoriale del mondo, autentico polmone verde del nostro pianeta. L'area conosciuta dell'Amazzonia supera i 7 milioni di km² (oltre 20 volte l'Italia), di cui circa 5,5 milioni occupati da zona boschiva. La foresta è situata per circa il 65 % del territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese. 
Le foreste pluviali sono in genere molto ricche in termini di specie diverse di fauna e flora; nelle foreste tropicali delle Americhe si trova ancora più biodiversità che nelle corrispondenti foreste in Africa e in Asia, rendendo l'area Amazzonica di valore biologico inestimabile. Si stima che nella regione vivano circa 2,5 milioni di specie di insetti, 3.000 specie di pesci, 1.294 specie di uccelli (si pensa che un quinto di tutti gli uccelli viva nella foresta amazzonica), 427 specie di mammiferi, 427 specie di anfibi e 378 specie di rettili e sono state classificate almeno 40.000 specie di piante. Gli scienziati hanno descritto fra le 96.669 e 128.843 specie di invertebrati solo in Brasile.
La deforestazione è a uno stadio molto avanzato nel bacino Amazzonico. Più di un quinto della foresta è già stato distrutto e l'intero ecosistema rimane in pericolo. Quest'opera di distruzione è iniziata a partire dagli anni Quaranta quando i governi della regione decisero di sfruttare le risorse forestali e minerarie. Il disboscamento permette infatti la vendita e l'esportazione del legname, che può risultare molto pregiato, l'aumento di terreno per l'agricoltura, di cui si sente un forte bisogno per via della crescita della popolazione, e lo sfruttamento di giacimenti minerari. Nel corso degli anni sono state costruite anche numerose autostrade per collegare grandi città, che non solo sono state fonti primarie di deforestazione ma hanno anche incoraggiato le costruzioni di nuovi villaggi lungo di esse, peggiorando il problema. La deforestazione genera molti aspetti problematici e potenzialmente catastrofici. Gli ambientalisti denunciano un'enorme perdita della biodiversità, incrementata al risultato della distruzione delle foreste e allo sfruttamento insostenibile delle sue risorse. Inoltre, l'Amazzonia è un enorme "polmone" terrestre, che grazie all'elevata densità della vegetazione e alla sua posizione equatoriale che permette un grande irraggiamento del Sole, consuma elevate quantità di anidride carbonica, generando ossigeno. La rimozione dell'area forestale diminuisce questo effetto; purtroppo inoltre la deforestazione viene spesso eseguita mediante incendi incontrollati, responsabili di elevate emissioni di CO2. Tutto ciò ha importanti implicazioni nell'effetto serra, e costituisce uno dei principali parametri su cui si costruiscono i modelli per il riscaldamento globale del pianeta.




